Biglietti Musei Barcellona

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Museo Nazionale d’Arte di Catalogna (MNAC)

Orari

Da martedì a sabato, dalle 10.00 alle 18.00
Da maggio a settembre, aperto fino alle 20.00
Domenica e festivi, dalle 10.00 alle 15.00

Chiuso: lunedì (eccetto festivi), 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre

Dove

Parc de Montjuïc - 08038 Barcellona

Tel. (+34) 93 622 03 76

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Il Museu Nacional d’Art de Catalunya offre la più suggestiva collezione di dipinti murali romanici del mondo e un nuovo allestimento della collezione d’arte moderna. Nelle nuove sale si possono ammirare i mobili e la produzione decorativa di Gaudí e Jujol, che trasportano il visitatore nella Barcellona modernista del xix e xx secolo. La terrazza-belvedere del museo offre una vista unica su Barcellona e sui giochi d’acqua e luce della Fontana magica.

Le sale del Museu Nacional d’Art de Catalunya che ospitano le opere del Rinascimento e del Barocco rimarranno chiuse dal 30 maggio fino alla fine del 2017, per la preparazione di un nuovo allestimento della collezione.

Programma

Il Museu Nacional d’Art de Catalunya mostra la singolarità dell’arte catalana di varie epoche e la pone in relazione con il contesto artistico internazionale. Le ultime esposizioni temporanee sono state dedicate ad artisti catalani con l’obiettivo di riaccendere i riflettori sulla loro opera. Il museo si è aperto anche all’arte contemporanea per accogliere nuove proposte e suscitare dibattiti e riletture critiche riguardo alla collezione.

LIBERXINA, Pop and New Artistic Behaviours, 1966-1971

The artistic proposals that were produced in Catalonia during the second half of the 1960s, which shared the ideals of generational renewal and revolution that broke out in several international centres, will be presented in this show, coinciding with the 50th anniversary of May 1968. In his Treatise on Living for the Younger Generations (1967), Raoul Vaneigem spoke of entering “a whole new era”. In One-Dimensional Man (1964), Herbert Marcuse asserted the emergence of the “great rejection” as the beginning of a cultural revolt that would transform society from top to bottom.

It is a portrait of a moment of tension and enthusiasm that opened the doors to a new sensibility. Up to now this period has suffered from a certain lack of definition by historians, who have not always managed to find a place for it, between the decline of Informalism and the irruption of the conceptual. It is the time of the emergence of Pop Art and the New Figuration, which went beyond the post-war existentialist positions to try out other forms of resistance in which falling into line with international cultural models is essential. Perhaps contradictory and ephemeral, the art of those years shows the connection with international modernity associated with the new paradigms of freedom and revolution. The artists move between political militancy and hedonistic individualism, between the defence of figurative painting and the new expanded or immaterial practices. Pacifism, sexual revolution, a critique of capitalism, unlimited exploration of individual creativity, these are some of the fundamental challenges expressed, added to which is the resistance to the specific context of Francoism.

From November 16, 2018 to April 22, 2019

LIBERXINA, Pop and New Artistic Behaviours, 1966-1971

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